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Scoprirete ed apprezzerete i segreti e le leggende di Firenze in un itinerario studiato dallo scrittore e studioso di storia fiorentina Franco Ciarleglio, che vi accompagnerà "lento pede" a spasso per la città narrandovi personalmente gli aneddoti e i racconti da lui raccolti nella sua ormai celebre pubblicazione "Lo Struscio Fiorentino".

Il walking tour della durata di 2 ore vi porterà, passeggiando nel centro di Firenze, a scoprire le origini medioevali e rinascimentali, di detti popolari e credenze che sono radicate nella Firenze odierna e che sono per lo più sconosciute agli stessi fiorentini.

 

 
       
 

Sarete guidati dallo stesso autore che ha raccolto i documenti per realizzare quest'opera e vi affascinerà con la sua passione per questa stupenda città.
Vi riporteremo in seguito 2 brani liberamente tratti dallo "Struscio Fiorentino" che gentilmente lo scrittore ci ha autorizzato a pubblicare sul nostro web site, essendo difficile rendere ai lettori e futuri fruitori di questo wlaking tour, le sensazioni che la storia fiorentina, vista all'interno delle sue pieghe con occhi curiosi, può scatenare.

   
           

Il toro ed il fornaio

Racconto n. 12
 
           
 

Lungo la fiancata sinistra di Santa Maria del Fiore, alla sommità di una colonna portante, c'è la testa di un toro che sporge dal cornicione.
In realtà si tratta della raffigurazione di una vacca, messa in bella vista per onorare tutti quegli animali che hanno collaborato nel corso dei secoli al lavoro dell'Opera del Duomo sobbarcandosi il peso dei trasporti più gravosi, ma la fantasia popolare ha invece visto in quell'immagine la testa di un toro e su quella testina è sorta una leggenda piuttosto pepatina.
La testa del toro, infatti, sembra sia stata posta in quella precisa posizione da uno dei "mastri carpentieri" che lavoravano alla costruzione della nuova cattedrale.
L'uomo era da lungo tempo l'amante della moglie di un fornaio che aveva la propria bottega poco distante dalla chiesa.
Il fornaio, una volta scoperta la tresca, andò su tutte le furie e minacciò il mastro carpentiere denunciando la moglie per adulterio davanti al Tribunale Ecclesiastico.
I due amanti vennero condannati e dovettero interrompere la loro relazione.
Il mastro carpentiere volle però vendicarsi e collocò la testa del toro "cornuto" proprio dirimpetto alla casa del fornaio, cosicché il pover'uomo ogni volta che si affacciava dalle proprie finestre si trovava di fronte...il ricordo di quel tradimento.

   
           
 

La Finestra Sempre Aperta

Racconto n.18
       
           

Due sono i palazzi patrizi che si affacciano su piazza della Santissima Annunziata; quello di destra, guardando verso il cupolone del duomo che si intravede da Via de' Servi, è l'attuale palazzo Budini-Gattai, anticamente meglio conosciuto come Palazzo Grifoni, dal nome della famiglia che lo costruì e lo abitò per diversi secoli.

 

L'ultima finestra in alto, al secondo piano, rimane con le porte chiuse ma con le portelle sempre aperte, di modo che un osservatore dall'interno della stanza possa sempre ammirare la piazza.
Si narra infatti che alcuni secoli or sono una bellissima fanciulla andasse in sposa ad un Grifoni; la giovane si trasferì ben presto nel palazzo per seguire il marito, di cui era innamoratissima e felicemente ricambiata.
Ma la felicità dei due sposi non durò che pochi mesi; il giovane Grifoni venne infatti richiamato alla guerra insieme ai rampolli di tutte le famiglie nobili e patrizie fiorentine.
Un triste giorno la bella fanciulla diede un ultimo saluto in lacrime al suo sposo proprio da quella finestra e lo vide allontanarsi a cavallo, armato di tutto punto, con il fido scudiero al fianco che teneva lo stendardo dorato con il grifone nero ed il lambello rosso, simbolo della famiglia.
La giovane sposa era solita passare gran parte del suo tempo cucendo e ricamando seduta sulle panche di pietra poste accanto alla finestra, da cui ogni tanto lanciava uno sguardo sulla piazza in attesa del ritorno del marito.
I giorni passavano e dello sposo non si avevano notizie e del resto non erano troppo buone le voci sull'andamento della guerra che i mercanti ed i pellegrini portavano in città; ma lei non disperava e attendeva pazientemente affacciandosi di tanto in tanto alla finestra.
Passarono i mesi, poi gli anni, la donna, ormai non più giovane, si rassegnava ogni giorno di più ma non disdegnava di trascorrere buona parte del suo tempo seduta a quella finestra nel ricordo della breve felicità vissuta con il suo sposo.
Ormai vecchia, il suo passatempo preferito era quello di osservare il mondo da quella finestra, i bambini che giocavano in piazza, i mercanti che vendevano le loro mercanzie sotto i portici, i contadini che andavano al mercato con i carri, ma il suo ricordo andava sempre a quel cavaliere armato che partiva, a quello stendardo.
Morì proprio in quella stanza e quando portarono via il suo corpo qualcuno volle chiudere la finestra; si scatenò il putiferio: libri che volavano, mobili che traballavano, lumi che si spegnevano, quadri che cadevano, suppellettili che si spostavano!
I parenti ebbero molta paura, ma non appena la finestra fu riaperta tutto tornò tranquillo e da allora la finestra è rimasta sempre così, con uno spiraglio che permette in ogni momento di poter guardare la piazza.

Questi sono solamente due dei racconti che potrete ascoltare, narrati dall'autore dello Struscio Fiorentino, durante il walking tour della durata di 2 ore che comprenderà una selezione dei 56 racconti contenuti nel libro "LO STRUSCIO FIORENTINO" di FRANCO CIARLEGLIO, che potrete trovare in libreria edito da EDIZIONI TIPOGRAFIA BERTELLI oppure vi verrà spedito richiedendolo direttamente ad Enjoy Florence.

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